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Lenticchia di Capracotta - FoodWays.it

Lenticchia di Capracotta

Disponibile
6,50 €
IVA inclusa - Spedito in 1/2gg lavorativi, circa.

La Lenticchia di Capracotta, una fonte naturale di fibre, ferro e proteine.

La lenticchia è stata tra i primi legumi ad essere coltivati e consumati dall’ uomo (8000 a.C), rappresentando ancora oggi una delle principali fonti alimentari. Per quanto riguarda le lenticchie di Capracotta, le origini sono antichissime. Nei tempi passati, infatti, questi piccoli ma preziosi legumi venivano coltivati da ogni famiglia del luogo rappresentando uno degli alimenti principali per il sostentamento in alta montagna. Le “miccole” (cosi vengono chiamate le lenticchie in dialetto locale e da ciò ne deriva il nome dell’ azienda) per crescere necessitano di un terreno pietroso, ma soprattutto incontaminato, tipico dei monti capracottesi. Soltanto questi fattori associati all’altezza molto elevata (dai 1400m ai 1600m s.l.m) dell’areale di produzione, conferiscono alle miccole un sapore straordinario e inconfondibile, rendendole uniche sul piano organolettico - nutrizionale e per questo ricercatissime.

Le cultivar endemiche dell’azienda sono due. La prima varietà, di più antica memoria rispetto alla seconda, presenta una marcata policromia che va dal nero-marrone scuro all’arancio fino al rosso mattone ed una struttura tegumentale ben sviluppata e robusta. Questa lenticchia dopo la cottura, che non supera mai i 20 - 30 minuti, non si spappola, rimanendo sempre soda e saporitissima. La seconda cultivar presenta invece una colorazione più monocroma, con leggere sfumature che vanno dal marrone chiaro al rossiccio e il tegumento del seme è leggermente più sottile rispetto alla precedente, ma con tutte le altre caratteristiche invariate. Sia nella prima che nella seconda le dimensioni dei semi sono molto ridotte e il sapore è pressoché identico, cioè eccezionale.

La scerbaturaLe tecniche di coltivazione prevedono diverse fasi, tutte di estrema importanza: si inizia con la preparazione del terreno a cui segue la semina. Poi quando le pianticelle sono già sviluppate si procede alla scerbatura manuale, faticosa ma necessaria per combattere le infestanti (da ripetersi più volte nell’arco di tutto il ciclo di produzione). Dopo l’ingiallimento delle piante, ad avvenuta maturazione, si passa alla raccolta eseguita mediante carpitura manuale, metodo utilizzato da sempre strappando delicatamente la leguminosa dal terreno e praticata soprattutto in zone scoscese e pietrose ovvero con lo sfalcio. Successivamente si rastrellano con cura le piantine, disponendole ad andane e, dopo 2 giorni di essiccazione al sole, si riuniscono in un unico punto e inizia la battitura che permette la completa deiscenza facilitando la fuoriuscita del legume dal baccello.

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